La nuova vita “a distanza” e l’inizio di una nuova era

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Grazie alla diffusione dei nuovi ecosistemi digitali, infatti, siamo entrati nel giro di pochissimo tempo in una nuova era: quella della vita “a distanza”.

La digitalizzazione dei servizi si sta sviluppando rapidamente anche in molti settori in cui fino a pochi anni fa la presenza fisica era considerata imprescindibile.

Grazie alla diffusione dei nuovi ecosistemi digitali, infatti, siamo entrati nel giro di pochissimo tempo in una nuova era: quella della vita “a distanza”.

 

Fino a solo pochi anni fa l’idea di lavorare da casa sembrava un privilegio utopico riservato a pochi professionisti fortunati.

 

Eppure, oggi l’espressione “smart working” è sulla bocca di tutti e sono sempre di più le aziende e le istituzioni pubbliche che ricorrono a questo nuovo modello di lavoro.

Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2019 i lavoratori che hanno goduto di “flessibilità e autonomia nella scelta dell’orario e del luogo di lavoro” sono stati 570.000 (+20% rispetto al 2018). Ed è facile prevedere che il dato rilevato nel 2020 sarà ben più alto.

Allo stesso modo, fino a poco tempo fa, l’idea di essere visitati da un medico a distanza sembrava pura fantascienza.

Oggi, invece, la “telemedicina”, cioè l’utilizzo delle tecnologie digitali per curare pazienti o erogare servizi sanitari a distanza, è una realtà alla quale ci stiamo abituando.

Ma ci sono tanti altri settori in cui la digitalizzazione ha trasformato in modo irreversibile in nostri comportamenti e le nostre abitudini di consumo, come lo sport, l’intrattenimento o la cultura.

 

yoga a casa

Le nuove piattaforme aprono grandi possibilità

 

Grazie alle nuove piattaforme online, per esempio, oggi possiamo frequentare scuole di yoga comodamente da casa o essere seguiti in diretta dal nostro “personal trainer” anche se viviamo in città o in Paesi diversi.

La parola “streaming” è in questo momento la parola “magica” di molti mercati della nuova economia mondiale.

Grazie agli operatori specializzati nella trasmissione di contenuti sportivi in streaming, possiamo assistere in diretta dal nostro divano a decine di eventi; tornei dal vivo che si svolgono anche a migliaia di chilometri da noi.

Grazie al “cloud gaming”, inoltre, possiamo collegarci a siti di operatori che trasmettono in streaming videogiochi su Internet o che offrono la possibilità di accedere online a migliaia di giochi da casinò senza che sia più necessario scaricare programmi, disporre di alcun tipo di console o recarci in luoghi appositamente dedicati al gioco.

 

 

 

 

 

L’altro grande settore che è stato completamente trasformato dalla digitalizzazione è quello della cultura, nelle sue mille sfaccettature.

 

Oggi possiamo goderci film, concerti musicali e rappresentazioni teatrali a distanza e in tempo reale.

Se fino a una decina di anni fa, infatti, per vedere un film dovevamo aspettare che uscisse nelle sale e poi recarci fisicamente al cinema.  Oggi basta sottoscrivere un abbonamento a Netflix o a un altro operatore di web tv, accendere il nostro tablet o PC in qualunque momento del giorno o della notte e goderci la pellicola, da casa o in movimento.

Perfino i musei e gli altri luoghi dell’arte, come le sale espositive, i monumenti pubblici o i siti archeologici, luoghi dell’esperienza fisica per antonomasia, possono essere ora esplorati attraverso visite virtuali, ricostruzioni 3D e altri formati digitali della cosiddetta “realtà aumentata”.

Anche se secondo molti la visione dal vivo di un’opera d’arte è un’esperienza unica e irripetibile, è altrettanto vero che molti servizi innovativi in questo campo, come per esempio la piattaforma Google Arte e Cultura, offrono il vantaggio di rendere i tesori dei musei accessibili a un pubblico molto più vasto e in forma gratuita.

In questo modo, secondo i sostenitori del modello virtuale, i musei anziché subire la concorrenza delle piattaforme online ottengono una grande pubblicità e possono diffondere il loro patrimonio a livello globale.

 

 

Nella cultura, così come negli altri ambiti, il dibattito tra i fautori dell’esperienza “dal vivo” e i sostenitori dell’esperienza “a distanza” è aperto e spesso anche acceso.

Di sicuro c’è che la digitalizzazione della nostra vita è un processo inarrestabile e i due modelli sono ormai destinati a convivere.

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Data e luogo

Dal 01 luglio 2020 - 00:00
al 31 dicembre 2020 - 00:00
Milano, Lombardia, Italia
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