Geografie dal futuro: Se a parlare non resta che il fiume

Arte e cultura
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A Milano la mostra che racconta la realtà vissuta dai popoli indigeni, lì dove l'uomo ha creato danni: in Etiopia e in Kenya
La mostra che racconta la realtà vissuta dai popoli indigeni, lì dove l'uomo ha creato danni: in Etiopia e in Kenya

Il Mudec inaugura, a partire dal 28 settembre un’ambizioso e interessante progetto. Il titolo è Geografie dal Futuro e includerà tre mostre legate al tema dell’esplorazione novecentesca, dei nuovi territori e della disciplina geografia. Il programma include, oltre alle tre mostre, anche un palinsesto di eventi previsti per tutta la città di Milano. Lo scopo è quello di capire quali tipi di geografie definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro. Verrà raccontato un nuovo tipo di geografia, che grazie alla tecnologia odierna ha degli spazi sempre più ridotti. Il Mudec, museo delle Culture, si presta particolarmente a questo tipo di progetto, dal momento che la collezione permanente del museo è proprio legata alla storia dell’esplorazione, concetto prioritario per la costituzione delle sue collezioni civiche.

Se a parlare non resta che il fiume

Si tratta di un’installazione artistica multimediale, che intreccia il lavoro sul campo della fotografa ed educatrice Jane Baldwin con l’impegno di Survival International, che da cinquant’anni lotta per la sopravvivenza dei popoli indigeni in tutto il mondo. A legare il tutto, c’è la creatività artistica di Studio Azzurro.

Protagonisti del progetto sono due luoghi Patrimonio dell’Umanità UNESCO: la basse valle dell’Omo in Etiopia e il Lago Turkana in Kenya. Sono due luoghi la cui geografia fisica e umana rischia di cambiare per sempre. Il visitatore si troverà di fronte ad un’esperienza artistica immersiva, così pensata per suscitare emozioni ed empatia verso le vite, le culture e le terre di quei popoli indigeni che portano il peso della grave crisi umanitaria e ambientale provocata dall’uomo.

Si osserveranno  i volti e le testimonianze dirette, in special modo delle donne indigene, testimoni della civiltà nata lungo il grande fiume africano. La mostra vuole porre l’accento su delicate tematiche come il legame profondi, materiali e immateriali, tra ogni uomo e il suo habitat, tra noi e gli altri popoli, tra la salvaguardia della diversità biologica e culturale e il futuro dell’Umanità.

 Ingresso Libero

28 settembre 2018 – 10 febbraio 2019

ORARI: Lun 14.30 ‐19.30; Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30; Gio, Sab 9.30‐22.30

Le altre due mostre del programma Geografie dal futuro sono:

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Data e luogo

Dal 28 ottobre 2018 - 09:30
al 06 gennaio 2019 - 19:30
MUDEC, 56, Via Tortona, Milano
Arte e cultura
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