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La Nave di Teseo +
Pagine 143
Euro 17,00
“Il vento spazza via il ristagno, fa respirare e, come in un esercizio yoga, allarga la mente. Il vento è il mio talismano. Mi ha insegnato che è arrivato il tempo di cambiare aria, di pensare senza fronzoli e senza schemi, mi ha fatto capire che nulla cambia se non in noi stessi”. Ma Massimo Piombo è uno stilista, un direttore creativo, oppure uno scrittore? Sono anni che chi lo segue se la fa questa domanda, anche perché le sue creazioni sembrano risentire positivamente di questa capacità descrittiva che insegue (o precede?) la sua idea di stile. Io da anni ne sono amico e dunque non a caso ho scritto la prefazione a questo volume (postfazione di Vittorio Sgarbi) perché non mi appare così ardita l’equazione scrittura=stile se il tutto è connesso al piacere di raccontarsi e raccontare (non è questo il primo libro di Massimo Piombo) e alla voglia di evadere per poi tornare al tavolo di lavoro dove vengono finalizzati gli abiti, da donna e da uomo, concepiti “on the road” e , a livello internazionale, ammirati dai “dandy” dai “colti” e dalle donne sovrane di se stesse . Il suo stile iconico, già “cult”, testimonia un modo di vedere le cose, di riflettere sul presente con instancabile curiosità e salutare senso critico. Sentite Sgarbi: “Il nome è pesante, il cuore leggero, la testa fantasiosa, gli occhi festosi, l’anima volatile. E’ Massimo da Varazze, detto “Piombo”. E’ emozione. Piombo si emoziona. Frequenta i suoi simili. E’ frettoloso. Tende a evitare i luoghi comuni…!. Il libro raccoglie i pezzi che Massimo scrive per i quotidiani da molti anni - in questo caso gli ultimi due - ed è un po’ la summa del “Piombo pensiero”. Quando scrive, Piombo cerca di abbracciare il mondo così come cerca di vestire tutti; in un’intervista disse che voleva essere pop come una rockstar, e quando dice pop non credo intenda popolare e basta ma soprattutto si riferisca alla capacità di intuire le necessità di ciascuno e lasciar fluire il contemporaneo. Io, che indosso Piombo da anni innumerevoli so che, prima o poi, c’è sempre qualcuno che ti sfiora e ti dice: “ma dove l’hai presa questa giacca? E questa camicia chi la fa”. Un classico. E tutto questo, stranamente, si riflette in questo libro che si legge come oggi si guardano le serie, una “puntata” alla volta, per gustarlo ma anche per riflettere, perché gli argomenti zigzagano continuamente e sembrano galleggiare in superficie e invece poi ti accorgi che è sempre domenica e che Piombo ti ha fornito uno spunto di riflessione e che vorresti magari indossare una sua giacca, metterti al collo un suo foulard, uscire di casa, e sentirti semplicemente uno che veste, viaggia e vive come sembra proporre lui sin dal titolo: con profonda leggerezza.
di Marco Mottolese
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Aggiornato il: 05/04/2022 11:03:45